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Da luglio per legge gli impianti con piu di 5 utenze devono essere predisposti per la fibra ottica

Il governo apre tutte le reti alla fibra ottica

di 20 Maggio 2015

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Argomenti: Dvb-T | Renzi | Consiglio dei Ministri | Terna | Ana | Pubblica Amministrazione | Franco Bassanini | Italia | Reti

 

 

 
 
 

 

 

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Tutte le reti dei servizi pubblici, non solo quella elettrica, obbligate ad ospitare i cavi per la fibra ottica. E un tris di “incentivi” economici: voucher per gli utenti finali, credito d’imposta e Fondo di garanzia per gli operatori. In una quindicina di articoli la bozza del “decreto Comunicazioni”, che Il Sole 24 Ore può anticipare, costruisce la base normativa del Piano banda ultralarga del governo Renzi.

Il testo, che potrebbe essere oggetto di ultimi ritocchi, è destinato ad approdare al Consiglio dei ministri subito prima delle elezioni del 31 maggio o, più probabilmente, nei giorni successivi.

Il provvedimento contiene anche un Capo II con «Misure per il sostegno all’emittenza radiotv», tra le quali spicca il tetto massimo per l’esercizio delle frequenze del digitale terrestre: «Nessun operatore di rete – si legge – può esercire più di 5 multiplex nazionali Dvb-T».

Reti condivise
Si intitola «Accesso e condivisione delle infrastrutture fisiche esistenti» l’articolo che dovrebbe rivoluzionare la posa della fibra ottica. Tutte «le imprese che forniscono infrastruttura fisica destinata alla prestazione di un servizio di produzione, trasporto o distribuzione di gas, elettricità compresa l’illuminazione pubblica, il riscaldamento, l’acqua, inclusi le fognature e gli impianti di trattamento delle acque reflue e sistema di drenaggio, e i servizi di trasporto, compresi ferrovie, strade, porti e aeroporti, anche concessionari pubblici e privati sono obbligate alla posa contestuale di minitubi standard vuoti per il passaggio di cavi in fibra ottica». L’obbligo di posa di minitubi scatta sempre, in fase di scavo, sia in caso di realizzazione sia per manutenzione delle proprie reti. E l’accesso da parte degli operatori di tlc «dovrà avvenire a condizioni eque e non discriminatorie». Quindi non solo Enel, ma anche Eni, Terna, Ferrovie, Anas, tutte le multiutility saranno potenzialmente coinvolte nel piano con la possibilità di usufruire di una “servitù di passaggio” sulle loro reti. Non basta. Perché si punta anche a eliminare ogni autorizzazione per l’occupazione, compresa quella paesaggistica, nel caso di «adeguamento o sostituzione di cavi in fibra ottica su impianti elettrici aerei e interrati, anche in aree vincolate».

Le regole per la fibra ottica
Il decreto contiene anche altre semplificazioni per la fibra. L’apertura di tutte le reti va di pari passo alla realizzazione di un grande Catasto «del sopra e sottosuolo», che il governo, dopo aver mancato la prima scadenza, si impegna ora a ultimare entro il 30 giugno. Non solo gli operatori di tlc ma tutte le imprese che forniscono servizi di rete «sono obbligate, in caso di pianificazione e realizzazione, manutenzione, sostituzione o completamento della rete, a comunicare, con un anticipo di almeno 90 giorni ove si tratti di interventi pianificati, i dati relativi all’apertura del cantiere al sistema informativo nazionale federato». Una mezza rivoluzione si preannuncia per l’infrastrutturazione verticale dei palazzi: agli operatori basterà comunicare l’intervento all’amministratore del condominio per cablare l’edificio, a meno di «diniego comprovato da ineludibili danni».

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